LA VOCE DEGLI ALBERI E DEL PAESAGGIO


"Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo"
(Kahlil Gibran)
"Ciò che io so della Scienza divina
e delle Sacre Scritture
l'ho imparato nei boschi e nei campi.
I miei maestri sono stati i faggi e le querce,
non ne ho avuti altri.
Tu imparerai più nei boschi che nei libri.
Alberi e pietre ti insegneranno
più di quanto tu possa acquisire
dalla bocca di un maestro."

San Bernardo

sabato 7 novembre 2009

ABBATTIMENTI DI ALBERI IN VILLA ADA A ROMA




di Antimo Palumbo

Strage di alberi a Villa Ada. Allori capitozzati barbaramente , pini tagliati dal tronco perfettamente sano e senza segni di carie. Mezzi pesanti che vanno avanti e dietro carichi di stralci e resti di capitozzature sull'apparato radicale di bellissimi e altissimi pini centenari che così diventano sempre meno stabili. Palazzi una volta nascosti da quello a che una volta era considerato il polmone verde di Roma che spuntano all'improvviso sottolineando il vuoto di una devastazione che lascia sbigottiti, provoca rabbia, tanta rabbia. Dopo il taglio raso del boschetto di Robinie in via Panama che ora è solo terra pronta per future speculazioni, anche nelle principali ville di Roma (Villa Celimontana, Villa Pamphilj - lì è stata completamente azzerrata la valle dei daini abitata da centinaia di animali oramai sfrattati) è in atto l'ondata di ordine, pulizia e sicurezza che sta cancellandoi l'estetica delle nostre ville romane che sempre più stanno diventando parchi attrezzatti utili e sicuri. Eccoci qua l'amazzonia fai da te. Non è più necessario inorridirsi per quello che stà succedendo in Amazzonia ora questo succede anche da noi nella nostra città.Il nostro verde un po' alla volta sta diventando sempre più grigio. Non sarà forse il caso di unire le forze ed iniziare a farsi sentire per impedire che questa nuova estetica e visione continui a mietere vittime nel patrimonio arboreo romano che giorno dopo giorno diventa sempre più indifeso?

venerdì 6 novembre 2009

UN ALBERO PER LA RINASCITA - San Pio delle Camere (AQ) - 14 novembre 2009 ore 11:00


“UN ALBERO PER LA RINASCITA”
San Pio delle Camere – sabato 14 novembre 2009
ore 11:00


UNA PIANTUMAZIONE DI ALBERI AUTOCTONI COME SIMBOLO DI RINASCITA ECOSOSTENIBILE DALLA TRAGEDIA DEL TERREMOTO DEL 6 APRILE

Il comune di San Pio delle Camere (AQ) con la collaborazione del CO.N.AL.PA. (Comitato Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio) è lieto di presentare l’evento “Un albero per la rinascita”, una piantumazione di alberi autoctoni come simbolo di rinascita dalla tragedia del terremoto all’insegna della natura, della ecosostenibilità e del rispetto del paesaggio. Dieci giovani esemplari di Acer platanoides (Acero riccio), alberi tipici della flora abruzzese e italica, saranno piantati sul territorio comunale, compresa la frazione di Castelnuovo di San Pio completamente distrutta dal terremoto del 6 aprile.
La manifestazione inizierà alle ore 11:00 di sabato 14 novembre 2009 presso i locali della palestra della scuola elementare e media di San Pio delle Camere. Interverranno all’evento: il sindaco di San Pio delle Camere Gianni Costantini, l’amministrazione comunale, dirigenti della protezione civile, i sindaci dei comuni limitrofi, i coordinatori del Comitato Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio Valentino Valentini e Alberto Colazilli, le scuole di San Pio e dei comuni limitrofi, il direttivo della sezione A.N.P.A.N.A. di Sulmona (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente).
Questo evento vuole lanciare un messaggio forte e pieno di speranza per tutto il territorio aquilano, per l’Abruzzo e per la società civile: rinascere sotto la protezione dell’albero, il grande amico generatore della vita nella sua veste di ecosistema dove gli esseri viventi trovano riparo e nutrimento, simbolo della pace e della prosperità, che depura gratuitamente la nostra aria dalle sostanze inquinanti e che risana i nostri terreni degradati.
La donazione degli alberi è stata finanziata dalle due associazioni ecologiste fondatrici del CO.N.AL,PA: il pittoresco Giardino dei Ligustri di Loreto Aprutino (PE) e il Comitato di Rimboschimento di Taranto (CO.RI.TA.). Il Giardino dei Ligustri, specializzato nella creazione e gestione di parchi, giardini e rimboschimenti, ha voluto devolvere spontaneamente parte dei suoi guadagni per donare gli alberi. Il Comitato di Rimboschimento di Taranto, attraverso la manifestazione culturale “Eco-Arte, un richiamo per l’Abruzzo”, ha promosso una raccolta fondi tra i cittadini permettendo così la donazione degli alberi. L’evento è stato finanziato anche dal progetto culturale “Le Arti, l’Ambiente, il Territorio”, totalmente dedicato all’Abruzzo e alle sue bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche. Un progetto che si rivolge in particolare alle scuole e che intende promuovere un nuovo stile di vita per riscoprire la bellezza della natura, la storia e l’arte della Regione Abruzzo.

sito web: www.lavocedeglialberi.blogspot.com
cellulare: 3291521643
mail: coordinamento.alpa@gmail.com, alberiepaesaggio@gmail.com

giovedì 22 ottobre 2009

LA STRAORDINARIA IMPORTANZA DELLE FORESTE



Le foreste rivestono un importantissimo ruolo ecologico per la loro azione sull'atmosfera con produzione di ossigeno, sottrazione di anidride carbonica, liberazione di vapore acqueo. Degradare le foreste e abbatterle produce quindi effetti rilevanti anche a grandi distanze.

Difesa del suolo
Una foresta in ottima salute, in condizioni di forti precipitazioni, è in grado di prevenire il deflusso superificiale delle acque e il dilavamento del suolo. Le radici degli alberi trattengono le pietre e le rocce ed impediscono quindi le frane di pendii.

Azione sicura contro l'inquinamento
I substrati forestali costituiscono un filtro attivo per l'acqua e la presenza di aree fortemente boscate contribuisce a prevenire l'inquinamento delle acque superficiali. Le foglie degli alberi, inoltre, sono filtri attivi per i gas e le particelle inquinanti presenti nell'aria. Le piante sempreverdi esplicano un'azione i filtro atmosferico più efficace delle piante a foglie decidue; gli alberi più vecchi ed alti sono più efficaci delle iovani piante.Le foreste, inoltre, agiscono come filtro sonoro riuscendo ad attenuare fortemente il rumore del traffico.

Azione di regolazione del clima
Le foreste sono formidabili regolatori del clima. Attraverso gli stomi (piccole aperture delle foglie), durante il giorno, sono liberate, nell'atmosfera circostante grandi quantità di vapor d'acqua. Le aree boscate si riscaldano, durante il giorno, più lentamente delle aree coltivate o urbane ed il calore
assorbito dal terreno viene rilasciato più lentamente.Le foreste creano al loro interno un proprio microclima con estremi più attenuati rispetto all'esterno. Un'altra proprietà straordinaria è la protezione dal vento, un agente atmosferico negativo per la produzione agricola, perchè sottrattore di umidità, favoredo la traspirazione delle piante che vi si oppongono chiudendo gli stomi delle foglie; ciò riduce l'assorbimento del biossido di carbonio e rallenta il processo di fotosintesi e quindi la resa produttiva.

Efficacia antierosiva
Gli organi aerei delle piante del bosco catturano forti percentuali di pioggia. Anche la lettiera forestale è in grado di assorbire acqua. Gli apparati fogliari acquistano una grande importanza nella riduzione della forza viva delle gocce d'acqua, eccezionalmente elevata durante le pioggie violente. Nel contenere questa energia con gli alberi concorrono il sottobosco e la copertura morta.L'efficacia antierosiva risiede nel complesso sistema integrato foresta, costituito dalla chioma e dai differenti strati (arboreo, arbustivo, erbaceo, muscinale), e dal rapporto suolo-radici.

La Costa dei Trabocchi a rischio! Potrebbe diventare la costa delle raffinerie e dei pozzi di estrazione petrolifera.

piattaforma a largo della Costa dei Trabocchi


TANTISSIMA GENTE NEPPURE LO SA!!!!!!!!!!!!!!

A colpire la punta di diamante del turismo balneare abruzzese, che è la Costa dei Trabocchi, con le sue Bandiere Blu e i suoi caratteristici scorci paesaggistici, è il progetto di estrazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi denominato Elsa2, che prevede la costruzione di un grosso impianto a largo di Ortona, a quanto pare primo di una serie di piattaforme di ricerca e estrazione che sorgeranno lungo la costa teatina tra Ortona e Vasto. In questo scenario si inserisce anche il progetto di ampliamento del porto di Ortona e sua trasformazione in "porto petrolifero". Già la Provincia di Chieti si è schierata contro il progetto Elsa2, presentando una mozione di difesa della costa teatina. Le scelte del governo nazionale, che ci ha declassati a "distretto petrolifero", si inseriscono in un discutibile disegno per appoggiare le strategie delle compagnie petrolifere nazionali e internazionali, senza rispettare minimamente la vocazione agreste-paesaggistica dell'Abruzzo. E' inconcepibile, inoltre, che possa nascere un distretto petrolifero di notevole importanza a pochi passi da un futuro parco nazionale, quello appunto della Costa Teatina. Sarebbe un colpo di grazia per i tanti progetti di promozione e valorizzazione della costa.


Una suggestiva immagine di un trabocco della Costa Teatina. A rischio la vocazione paesaggistica, turistica ed enogastronomica di tanti comuni della costa.


E non facciamoci ingannare dalla promessa che il costo della benzina in Abruzzo scenderà sensibilmente, perchè non è affatto così. E' un luogo comune! Un mezzo per confondere i cittadini! Il nostro petrolio è solo una piccolissima percentuale di quello estratto in tutta Italia che, di per se, non copre minimamente il fabbisogno nazionale! Largo alle energie rinnovabili! Largo a una economia che punti all'ecosostenibilità e alla qualità della vita! Questo è il futuro! SVEGLIA CARI CONCITTADINI ABRUZZESI!

Alberto Colazilli

LA DERIVA PETROLIFERA IN ABRUZZO. UNA APOCALISSE ANNUNCIATA!

Ecco cosa ci aspetta nella Regione Verde d'Europa!



La regione Abruzzo sta per essere declassata a distretto petrolifero senza il minimo rispetto per Riserve Naturali, Parchi Nazionali, Oasi naturalistiche e beni culturali! Senza il minimo rispetto di una popolazione che ha ormai basato la sua vita e il suo futuro sull'ambiente e sulla produzione agricola d'eccellenza. Circa il 50 percento del territorio abruzzese verrà ceduto a compagnie petrolifere per estrazione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sia sulla terra ferma che sul mare. L'Abruzzo ha un petrolio di pessima qualità, molto ricco di zolfo, che deve essere lavorato attraverso lunghi processi di raffinazione e desolforazione. Per far questo occorre costruire grandi raffinerie che inquinerebbero l'ambiente in maniera gravissima. Il territorio, attualmente di altissimo valore paesaggistico, verrebbe violentato dall'inquinamento da idrocarburi e dai tracciati degli oleodotti, con perdita di valore delle campagne. Le nostre terre ricche di vigne, uliveti,frutteti, le nostre produzioni di vini doc, olio extravergine e prodotti tipici di interesse enogastronomico su scala mondiale, cesserebbero di esistere. Un intero settore collasserebbe, quello turistico, con danni ingentissimi al tessuto sociale abruzzese, che appunto vive soprattutto di turismo. E non facciamoci ingannare dalla finta promessa che l'estrazione petrolifera porterebbe posti di lavoro! Niente di più falso, niente di più nocivo per creare confusione tra i cittadini. Quando si parla di petrolio si pensa subito ai soldi che uno può guadagnare, ma mai si pensa ai danni per salute e per l'ambiente, all'aumento di cancri e leucemie, alla perdita di qualità della vita. Quali soldi all'Abruzzo! Noi ne ricaveremo solo briciole e tantissimi problemi incurabili! Questa è la realtà! L'Abruzzo è sull'orlo dell'Apocalisse... e molti non ancora lo sanno... o non vogliono crederci!!!! E poi, dove andranno a smistare le tantissime tonnellate di rifiuti "speciali" che questa scellerata estrazione petrolifera produrrà nel corso del tempo? Sono già state scelte le aree di stoccaggio dei rifiuti, all'insaputa della popolazione che è mal informata, che è confusa, che è indifferente e che dorme in piedi, assuefatta dai centri commerciali che nascono come funghi e dalle finte promesse elettorali. Si tratta di rifiuti speciali che saranno posizionati nelle nostre splendide campagne aprutine, a pochi passi da eremi ed abbazie secolari, riserve naturali, parchi nazionali. Questo è lo scenario che ci aspetta... dal 1 gennaio 2009!!!! Sul territorio sono già all'opera associazioni ambientaliste, comitati, il wwf abruzzo... tutti uniti in una grande battaglia per salvare la nostra magica "Terra di Mezzo" dalle orde nere del petrolio (per dirla come nel Signore degli Anelli). C'è una petizione che dobbiamo tutti firmare. Siamo già all'opera! Non c'è più tempo da perdere!
Nella lotta ai petrolieri senza scruoli, abbiamo già avuto un esempio eclatante nella Val Curone, in Lombardia, dove un comitato giovane e pieno di guerrieri, ha mobilitato decine di comuni, migliaia di persone, ha fatto sentire la propria voce per salvare uno storico parco regionale pieno di bellezze naturalistiche e tradizioni da una deriva petrolifera senza senso e senza futuro! La stupidità di chi ci governa può essere combattuta solo con una mobilitazione popolare. In Abruzzo è a rischio il futuro dei nostri figli. Un'intera regione a rischio! Un'intera economia a rischio!

ECCO COSA CI ASPETTA!

- COLLASSO DEL TURISMO
- COLLASSO DELLA PRODUZIONE VINICOLA E DEI PRODOTTI TIPICI ABRUZZESI
- GRAVE INQUINAMENTO ATMOSFERICO
- GRAVE INQUINAMENTO DEL SUOLO
- GRAVE INQUINAMENTO DELLE ACQUE E DEI MARI
- AUMENTO ESPONENZIALE DELLE MALATTIE RESPIRATORIE, DEI CANCRI,DELLE MALATTIE DELLA PELLE E DELLE MALFORMAZIONI DEL FETO.
- PERDITA DI VALORE DI CASE E TERRENI
- FUGA DI TANTISSIMI ABRUZZESI IN ALTRE REGIONI D'ITALIA

E QUESTO LO CHIAMATE "SVILUPPO"?????

Attualmente io, come tantissimi altri abruzzesi, non dormo più sonni tranquilli! SALVIAMO L'ABRUZZO! SPEZZIAMO IL SILENZIO!

Alberto Colazilli

Per maggiori informazioni sull'argomento:

http://regioneabruzzo.blogspot.com
http://dorsogna.blogspot.com
http://ipetitions.com/petition/noraffineria
http://www.comitatonaturaverde.it
http://blog.libero.it/emergenzambiente
http://icolibri.blogspot.com
http://www.imenestreli.it/blog/ambiente
http://www.malelibero.net/category/petrolchimico-ortona/
http://chieti.blogspot.com/search/label/Eni%20centro%20oli
http://allegriadinaufragi.blogspot.com/search/label/Petrolio
http://www.nonlasciamolifare.org/download/dossier_idrocarburi.pdf
http://gliocchidelpopolo.splinder.com/tag/parco+costa+teatina
http://www.vastesi.com/blog/category/openzone/ambiente/
http://www.peacelink.it/ecologia/a/25251.html
http://apocalisseitalia.blogspot.com
http://nuovosensocivico.blogspot.com
http://abruzzono-triv.blogspot.com
http://ortonaviggiano.altervista.org
http://maurovanni.blogspot.com
http://no-centro-oli.blogspot.com

domenica 12 luglio 2009

La favolosa "QUERCIA DELLE STREGHE" a Loreto Aprutino (PE)


La favolosa roverella (Quercus pubescens) denominata "quercia delle streghe", ha quasi quattrocento anni e si trova in un giardino di una villetta in contrada Passo Cordone a Loreto Aprutino (PE). La sua bellezza lascia senza fiato ed è in ottime condizione di salute, nonostante la veneranda età. Un albero sacro che merita di essere visitato in qualsiasi stagione. E' già vincolato, come albero monumentale, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. A seconda delle stagioni la roverella si trasforma magicamente per il piacere dei nostri occhi e del nostro spirito: dalla poesia dei rami spogli in inverno alla verdeggiante chioma smeraldina riparo di tantissimi uccelli in primavera-estate. Un albero da abbracciare, adatto per la meditazione. Un luogo di pace da cui si ritorna arricchiti. Per gli amanti dei sacri patriarchi che ancora popolano il nostro territorio e che sono sfuggiti agli abbattimenti.




giovedì 18 giugno 2009

dal quotidiano Rinascita

I nativi hanno vinto. Forse

Sembrerebbe che i nativi peruviani siano riusciti a vincere la loro battaglia. Ieri, al termine di un incontro con gli Apus, i rappresentanti di diverse tribù, nella selva centrale della regione di Junin, il primo ministro di Lima Yehude Simon si è impegnato a presentare ieri stesso al parlamento la proposta di abrogazione dei decreti sullo sfruttamento delle risorse idriche e naturali, sospesi qualche giorno fa. “È meglio fare un passo indietro per farne due in avanti”, ha affermato Simon, che ha presentato la richiesta di ritirare definitivamente i decreti legislativi 1090 e 1064, la ragione delle proteste indigene alle quali ai primi di giugno era seguita una sanguinosa repressione da parte del governo peruviano che era addirittura ricorso alle dichiarazione dello Stato di emergenza. Leggi necessarie all’implementazione del trattato di libero commercio siglato con gli Usa approvate senza la necessaria consultazione approvazione delle comunità indigene interessate dai progetti di sfruttamento contenute negli accordi.
A Bagua, città dove dieci giorni di duri scontri fra polizia ed indios avevano causato ufficialmente 34 morti - fermo restando che le comunità indigene hanno denunciato la scomparsa di decine e decine di persone - è stato revocato lo stato di emergenza, ma ieri gli indios non avevano ancora tolto molti blocchi stradali e per il prossimo 24 giugno è stata confermata una manifestazione nazionale contro il governo di Lima. Dopotutto la Ley de Forestas, incriminata è strettamente legata al tlc e la speranza che la protesta indigena ne impedisca l’applicazione rischia di essere vana. Verrà certamente riproposta in altre forme, perché lo sfruttamento delle risorse presenti nell’area amazzonica sono per Alan Garcia un “miraciolo” al quale il presidente non intende rinunciare. Quel che per Garcia è irrinunciabile, in realtà, è la concessione alle multinazionali straniere dello sfruttamento delle zone abitate dagli indios, visti come un ostacolo.
Il tentativo di pacificazione portata avanti lunedì dal premier peruviano Simon, si completa con l’istituzione del Grupo Nacional de Coordinación para el Desarrollo de los Pueblos Amazónicos: un tavolo che, insediatosi ieri con la partecipazione dei delegati delle regioni amazzoniche del Paese, dovrebbe portare le parti a decidere del futuro della regione senza ripetere le tensioni delle settimane scorse. “Quando inizieranno a studiare le nuove leggi - ha detto Simon parlando dei nativi -, si accorgeranno che sono fatte a loro beneficio”. La revoca dei due decreti dovrà però essere ora accettata dal parlamento che sul tema si esprimerà oggi. Nel presentare la proposta, il presidente del Consiglio ha usato toni cauti invitando l’Aula a considerare i vantaggi di un gesto che, se pure “mortifica” il lavoro dell’Assemblea dovrà servire al benessere del Paese. Ora, se mai le due leggi verranno realmente abrogate, i fatti dei primi di giungo dovranno comunque essere posti al centro di una indagin. Verrà quindi istituita una commissione di inchiesta sui fatti di Bagua. Simon si è augurato che il Parlamento voglia puntare su una commissione composta da personalità non partitiche e che possa “castigare tanto gli assassini quanto i poliziotti”.